Furbetti del cartellino di Sanremo

furbetti del cartellino sanremo ricorsi giudice del lavorofurbetti del cartellino sanremo ricorsi giudice del lavoro

Sanremo, i ricorsi dei furbetti del cartellino

Nuova svolta quella che arriva in merito alla famosa maxi inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Imperia sui «furbetti del cartellino» che aveva visto il licenziamento di ben 32 dipendenti.

A deciderlo era stato l’Ufficio per i procedimenti disciplinari, rappresentato da Concetta Orlando, allora segretario generale, che ad oggi risulta essere anche responsabile del settore Personale.

Ed è proprio alla luce di questa vicenda che 2 dei 32 dipendenti “spediti” a casa hanno deciso di impugnare il provvedimento e far scattare i primi ricorsi contro i licenziamenti.

L’udienza fissata il primo giugno 2016

furbetti del cartellino sanremo

furbetti del cartellino sanremo

Sarà presso il Tribunale di Imperia e davanti al giudice del lavoro che in data 1 giugno sarà discusso il primo ricorso, mentre per il secondo si dovrà aspettare la fine dello stesso mese.

In attesa quindi delle rispettive date, sarà la stessa Orlando a scegliere il legale che si occuperà della difesa del Comune, alla luce di quanto esposto dal dirigente del settore Avvocatura che ha “rappresentato una situazione di conflitto d’interessi”.

Preventivi e curricula sono già stati chiesti dalla responsabile del procedimento, e sulla base di questi sceglierà il difensore esterno, che non sarà un avvocato della provincia.

I ricorsi al giudice del lavoro dei furbetti del cartellino

L’inchiesta comunque è da definirsi oramai conclusa e rimane da attendere solo l’avviso relativo alla conclusione delle specifiche indagini riguardanti i 43 casi definiti più gravi, di cui per ben 35 di loro erano scattati gli arresti domiciliari e per gli 8 restanti invece solo gli obblighi di firma.

Per i restanti 75 dipendenti invece, erano solo scattati gli avvisi di garanzia il giorno del blitz della Guardia di Finanza.

Insieme ai due ricorsi però, sono arrivate anche ben 28 comunicazioni di impugnazione dell’ex art.6 legge 604 del 1996 contro i licenziamenti “senza preavviso” e 1 impugnazione per contestare il provvedimento di sospensione dal lavoro per quattro mesi, che fanno presagire come saranno l’inizio di nuovi ricorsi.

In conclusione ricordiamo come l’indagine interna, che era stata condotta dall’Ufficio procedimenti disciplinari, si era conclusa con 32 licenziamenti, ben 98 sospensioni per un lasso di tempo che variava da 1 a 10 giorni per i casi ritenuti meno gravi, e da 11 giorni a 6 mesi per gli altri casi considerati tra i più gravi, 21 multe orarie in busta paga, 19 rimproveri scritti e fin ultimo 25 archiviazioni.

Bisognerà quindi aspettare le date designate per discutere i primi due ricorsi per vedere quale sarà l’epilogo di questa vicenda.

Sanremo, due dipendenti sospesi in Comune vogliono lavorare gratis

Dopo lo ‘scandalo del cartellino’ venuto alla luce nel 2015 ora due donne dipendenti comunali sospese per sei mesi hanno chiesto di poter lavorare gratuitamente durante quel periodo

Verranno tutti i giorni a lavorare, in maniera gratuita, per dare una mano ai loro uffici e scontare così le sospensioni dal servizio che sono state loro inflitte dopo lo scandalo dei ‘furbetti del cartellino’ scoperto nel 2015 al Comune di Sanremo.

Palazzo Bellevue Sanremo

Palazzo Bellevue Sanremo

Una decisione per ora presa soltanto da due dei dipendenti ritenuti colpevoli ma che potrebbe essere seguita da altri. Hanno chiesto espressamente di continuare a frequentare gli uffici di Palazzo Bellevue perché comunque l’organico dei dipendenti comunali è ridotto all’osso ma anche perché il loro posto all’interno della macchina comunale comporta un ruolo che non può essere delegati ad altri dipendenti.

Nello specifico la richiesta è stata avanzata da una dipendente alla quale è stata comminata una sospensione di sei mesi ed è titolare nel settore legale-amministrativo, dove non è prevista una figura sostitutiva e che richiede una competenza specifica.

E la seconda domanda è sempre di una dipendente donna, anche lei sospesa per sei mesi, funzionaria del settore Lavori Pubblici. Complessivamente, dopo la conclusione degli accertamenti sui dipendenti comunali di Sanremo, erano stati firmati 32 provvedimenti di licenziamento e 98 sanzioni disciplinari complessive.

È stato lo stesso sindaco, Alberto Biancheri, al termine della riunione in Comune che è servita alla sua giunta per determinare la riorganizzazione degli incarichi e stabilire i criteri per scegliere a chi assegnarli.

Il primo cittadino sanremese, come riportano gli organi di stampa locale, si è detto contento per il segnale positivo che arriva da questa decisione così particolare “perché dimostra che il Comune non è quel luogo di lavativi comodamente dipinto da alcuni media. Dimostra un senso di responsabilità e attaccamento al lavoro che mi fa piacere”.

Ora però il Comune dovrà risolvere l’aspetto pratico della questione, a cominciare dal fatto che i dipendenti ‘infedeli’ pronti a lavorare senza stipendio non compaiano in nessun atto ufficiale e liberino il Comune da qualsiasi responsabilità firmando un documento.

Rigettata l’impugnazione del licenziamento di Maurizio Bolla

Ricorso al giudice del lavoro rigettato.

Così la dottoressa Enrica Drago, giudice del lavoro del Tribunale di Imperia ha sentenziato respingendo la richiesta di annullamento del licenziamento di uno dei trentadue «furbetti del cartellino».

palazzo di giustizia Imperia Sanremo

Maurizio Bolla palazzo di giustizia Imperia Sanremo

È la prima decisione che ha statuito sopra le impugnazioni dei dipendenti comunali oggetto di provvedimenti disciplinari. Una vittoria importate per la linea dura assunta dal Comune, in particolare dal segretario generale e dirigente del personale Concetta Orlando.

Il lavoratore soccombente in giudizio, Maurizio Bolla, addetto all’ufficio notifiche, non solo si è vista preclusa la possibilità di riavere il proprio posto di lavoro ma ora dovrà pagare le spese di giudizio, ben 3.713 euro.

Il rito del lavoro gli consente di appellare entro trenta giorni. Quello di Maurizio Bolla è il 1° ricorso già discusso e deciso nel Palazzo di Giustizia di Imperia. Ne seguiranno altri due e un quarto verrà fissato a breve.